Contratti

Stabilizzazione under 35, domande INPS aperte per trasformare i contratti a termine

Dal 1 agosto al 31 dicembre 2026 i datori privati possono chiedere l’esonero totale per trasformare a tempo indeterminato contratti a termine di giovani under 35.

Pubblicato il 12/08/2026 · Aggiornato il 12/08/2026 · Redazione BancaLavoro
Contratto di lavoro e penne su una scrivania durante una procedura di firma
Contratto di lavoro e penne su una scrivania durante una procedura di firma

Dal 1 agosto 2026 è operativa la procedura INPS per chiedere l’incentivo alla stabilizzazione dei giovani under 35. La misura riguarda i datori di lavoro privati che trasformano rapporti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato nel periodo compreso tra il 1 agosto e il 31 dicembre 2026.

Il punto è pratico: non si tratta di un nuovo bonus per assumere da zero, ma di un esonero contributivo pensato per convertire contratti a termine già esistenti, rispettando requisiti precisi sul lavoratore, sulla durata del rapporto e sui tempi di trasformazione. Per aziende, consulenti e lavoratori coinvolti, la finestra è quindi breve e richiede una verifica preventiva dei fascicoli contrattuali.

Cosa prevede l’incentivo

Secondo le indicazioni pubblicate dall’INPS, l’agevolazione consiste nell’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato, con esclusione dei premi e contributi INAIL. La durata massima indicata dall’Istituto è di 24 mesi, con limite mensile di 500 euro per ciascun lavoratore.

L’obiettivo dichiarato è favorire l’occupazione giovanile stabile, spingendo le imprese a trasformare rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato. La misura deriva dal decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2026, n. 112, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026 ed entrata in vigore il 28 giugno 2026.

Il beneficio non copre qualunque contratto. L’INPS chiarisce che l’agevolazione riguarda le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate dal 1 agosto al 31 dicembre 2026. Restano quindi fuori le nuove assunzioni a tempo indeterminato, le assunzioni a termine e i rapporti che non nascono come trasformazione senza soluzione di continuità.

Chi può rientrare

Il lavoratore deve avere meno di 35 anni alla data della trasformazione e non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato nella propria vita lavorativa. La qualifica ammessa, secondo la scheda INPS, riguarda operai, impiegati e quadri.

Conta anche la storia del rapporto a termine. Il contratto da trasformare deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026 e avere una durata effettiva non superiore a dodici mesi. Questo significa che l’impresa non può usare l’incentivo per stabilizzare rapporti nati dopo quella data, né per rapporti a termine più lunghi del limite indicato.

Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico, i contratti di apprendistato e il personale dirigente. L’Istituto precisa inoltre che l’accesso all’esonero resta condizionato al rispetto degli obblighi contributivi, della normativa sul lavoro, dei trattamenti economici previsti dalla contrattazione collettiva e alla realizzazione di un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti.

Come si presenta la domanda

Le domande si presentano in modalità telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni, ex DiResCo, nella sezione “Incentivi decreto Lavoro 2026 - Articolo 4 - ESTA”. L’accesso richiede identità digitale: SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

La procedura distingue due casi. Se la trasformazione è già stata effettuata e la comunicazione obbligatoria risulta trasmessa, l’INPS comunica l’accoglimento dell’istanza e l’importo riconosciuto. Se invece la trasformazione non è ancora stata realizzata, l’Istituto calcola il beneficio spettante, accantona le risorse disponibili e invita il datore di lavoro a completare la trasformazione e a trasmettere la comunicazione obbligatoria entro dieci giorni.

Questa seconda ipotesi è delicata perché la prenotazione non basta: senza la trasformazione e senza la comunicazione nei tempi richiesti, l’azienda rischia di perdere la riserva delle risorse. Per questo la domanda dovrebbe essere coordinata con chi gestisce paghe, comunicazioni obbligatorie e contratto individuale.

Cosa devono controllare le aziende

Prima di presentare l’istanza conviene verificare almeno cinque elementi. Il primo è la data di avvio del contratto a termine, che deve essere entro il 30 aprile 2026. Il secondo è la durata effettiva, comprese eventuali proroghe, che non deve superare dodici mesi. Il terzo è l’età del lavoratore alla data di trasformazione: il requisito richiede che non abbia ancora compiuto 35 anni.

Il quarto controllo riguarda la carriera precedente del lavoratore. La misura presuppone che la persona non sia mai stata occupata a tempo indeterminato. È un punto che va gestito con dichiarazioni e controlli documentali adeguati, perché un errore può incidere sulla legittima fruizione dell’esonero.

Il quinto controllo riguarda la regolarità complessiva dell’impresa. DURC, applicazione del contratto collettivo, rispetto delle norme in materia di lavoro e incremento occupazionale netto non sono dettagli formali: sono condizioni che possono determinare l’ammissione o la revoca del beneficio.

Indicazioni per lavoratori e candidati

Per i giovani già assunti a termine, la misura può diventare un argomento concreto di confronto con l’azienda, ma non attribuisce un diritto automatico alla trasformazione. È l’impresa che decide se stabilizzare e se richiedere l’esonero, assumendosi gli adempimenti e le responsabilità della domanda.

Chi rientra nella fascia under 35 dovrebbe comunque conoscere i requisiti, soprattutto se ha un contratto a termine avviato prima del 30 aprile 2026 e vicino alla scadenza. In un colloquio interno o con l’ufficio del personale può essere utile ricordare che la finestra agevolata si chiude il 31 dicembre 2026 e che l’accesso al beneficio passa dal portale INPS.

Per i candidati esterni, invece, la misura non va confusa con un incentivo generalizzato alle nuove assunzioni. Se un annuncio parla genericamente di “bonus under 35” per nuovi ingressi, è opportuno chiedere quale incentivo venga richiamato e su quale base normativa, perché questa procedura riguarda specificamente trasformazioni di rapporti a termine già instaurati.

Perché la scadenza conta

La finestra operativa è concentrata negli ultimi cinque mesi del 2026. Questo rende l’incentivo utile soprattutto per le imprese che hanno già lavoratori giovani a termine e che stavano valutando una stabilizzazione. La convenienza economica può anticipare decisioni già mature, ma non sostituisce una valutazione ordinaria su fabbisogno, mansione, costo del lavoro e prospettive aziendali.

La data di verifica delle fonti per questo articolo è il 12 agosto 2026. Per domande e istruzioni operative aggiornate, aziende e intermediari devono fare riferimento alle pagine INPS e agli atti ufficiali collegati, perché eventuali messaggi successivi possono dettagliare codici, flussi contributivi e modalità di recupero.

Fonti