Sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro, il bilancio INAIL 2025: cosa cambia per imprese e lavoratori

La Relazione INAIL 2025 fotografa infortuni, malattie professionali e nuove leve di prevenzione: dai finanziamenti alla formazione, le indicazioni utili.

Pubblicato il 23/09/2026 · Aggiornato il 23/09/2026 · Redazione BancaLavoro
Apprendista carpentiere con casco e gilet riflettente in un cantiere
Apprendista carpentiere con casco e gilet riflettente in un cantiere

La sicurezza sul lavoro torna al centro dell’agenda con la Relazione annuale INAIL 2025, presentata il 22 settembre 2026 alla Camera dei deputati. Il documento riunisce i dati sugli infortuni e sulle malattie professionali e fa il punto sugli strumenti di prevenzione, formazione e reinserimento. Per chi lavora significa conoscere i rischi e le tutele disponibili; per le aziende significa organizzare meglio la prevenzione e verificare le opportunità di sostegno agli investimenti.

Il quadro degli infortuni e delle malattie professionali

Nel 2025 le denunce complessive di infortunio sono state circa 600 mila, l’1,2% in più rispetto alle quasi 594 mila del 2024. Le denunce relative ai lavoratori sono state 519 mila, in aumento dello 0,8%, mentre quelle degli studenti hanno raggiunto quota 81 mila, con una crescita del 3,4%. Il dato più grave, ma in calo, riguarda i casi mortali: 1.198 denunce, il 3,3% in meno rispetto alle 1.239 dell’anno precedente. Tra i lavoratori i decessi denunciati sono stati 1.189.

La Relazione distingue anche l’evento avvenuto durante l’attività da quello nel tragitto casa-lavoro. Gli infortuni in occasione di lavoro sono stati 414.917, in crescita dello 0,5%; quelli in itinere 104.417, il 2,4% in più e sopra il livello del 2019. Rapportate agli occupati, le denunce in occasione di lavoro sono state 1.720,4 ogni 100 mila persone, in calo rispetto al 2024 e del 13,4% rispetto al 2019.

Le malattie professionali seguono una dinamica diversa. Nel 2025 le denunce sono state 98.312, l’11,3% in più in un anno e il valore più alto degli ultimi 26 anni. INAIL precisa che le denunce riguardano le patologie, non necessariamente persone diverse: i lavoratori interessati sono stati 63.136 e la media è di 1,6 denunce per persona. Le patologie muscolo-scheletriche hanno rappresentato circa tre denunce su quattro. L’aumento, quindi, può indicare anche una maggiore emersione e capacità di riconoscere i disturbi, non soltanto un peggioramento automatico delle condizioni di lavoro.

Prevenzione, formazione e investimenti

Il bilancio descrive un ruolo più ampio per INAIL, che non si limita alla tutela assicurativa. Il decreto-legge 159 del 2025, convertito nella legge 198/2025, ha rafforzato le funzioni dell’Istituto su prevenzione, formazione e incentivi. Tra le direttrici indicate ci sono i dispositivi di protezione individuale intelligenti, la formazione nei comparti a maggiore rischio e le linee guida per registrare i near miss, cioè i quasi infortuni che non producono danni ma segnalano una situazione pericolosa.

Per le imprese il Bando ISI resta una leva centrale: l’edizione 2025 ha previsto 600 milioni di euro a fondo perduto per investimenti tecnologici, organizzativi e gestionali. Le risorse sono orientate anche a rischi emergenti, cambiamenti climatici, efficienza energetica e riduzione delle emissioni. La Relazione segnala inoltre una nuova procedura da 50 milioni per progetti di formazione aggiuntiva su rischi psicosociali, caldo, clima, logistica, costruzioni, agricoltura e rilevazione dei quasi infortuni.

Un altro dato utile riguarda la riduzione dei premi. Gli interventi per prevenzione hanno premiato 30.841 aziende, con uno sconto complessivo superiore a 211 milioni di euro. Per le ditte artigiane senza infortuni nel biennio 2023-2024, la riduzione del 5,07% ha interessato circa 459 mila imprese per 27 milioni. Queste misure non sostituiscono gli obblighi di legge, ma mostrano che la qualità della gestione della sicurezza può avere anche un effetto economico misurabile.

Cosa devono fare lavoratori e aziende

Per un lavoratore, la prima azione concreta è verificare che formazione, addestramento e dispositivi siano coerenti con la mansione effettiva, soprattutto nei settori indicati come prioritari: edilizia, logistica, trasporti, agricoltura e attività con esposizione a caldo o sostanze pericolose. Un quasi infortunio va segnalato anche quando non ci sono lesioni: registrarlo aiuta a correggere una procedura prima che si verifichi un evento più grave. In caso di malattia riconducibile al lavoro è importante conservare referti, mansioni svolte e cronologia dell’esposizione e rivolgersi al medico, al patronato o ai servizi INAIL per l’orientamento.

Per un’azienda, il punto di partenza è aggiornare la valutazione dei rischi quando cambiano macchinari, organizzazione, turni o ambienti. Il registro dei near miss deve essere semplice e utilizzabile, non un adempimento formale: ogni segnalazione dovrebbe avere un responsabile, una scadenza e una verifica dell’efficacia della correzione. Conviene poi controllare le opportunità di finanziamento INAIL e documentare formazione, manutenzione, consegna dei DPI e consultazione dei lavoratori. La riduzione degli infortuni non si ottiene con una singola campagna, ma con dati, formazione ripetuta e responsabilità definite.

La Relazione 2025 offre quindi una lettura precisa: gli infortuni mortali diminuiscono, ma il numero complessivo delle denunce e quello delle malattie professionali richiedono ancora prevenzione costante. Per orientarsi, lavoratori e imprese possono consultare la documentazione ufficiale INAIL, il proprio servizio di prevenzione e protezione e gli avvisi relativi ai finanziamenti, verificando sempre requisiti e scadenze direttamente sui portali istituzionali.

Fonti e data di verifica

Le informazioni sono state verificate il 23 settembre 2026 sulla Relazione annuale INAIL 2025 e sulla pagina istituzionale del Ministero del Lavoro dedicata alle notizie del 22 settembre 2026.

Fonti