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NASpI e dimissioni per violenza di genere: le nuove istruzioni INPS

Il messaggio INPS 2540/2026 chiarisce quando le dimissioni legate a violenza di genere possono dare accesso alla NASpI come disoccupazione involontaria.

Pubblicato il 06/08/2026 · Aggiornato il 06/08/2026 · Redazione BancaLavoro
Mani su un computer portatile durante una pratica di lavoro online
Mani su un computer portatile durante una pratica di lavoro online

Il messaggio INPS n. 2540 del 3 agosto 2026 introduce un chiarimento importante per chi lascia il lavoro per proteggere la propria sicurezza in un contesto di violenza di genere. La novita, richiamata dal Ministero del Lavoro il 5 agosto, riguarda il riconoscimento della NASpI anche quando l'interruzione del rapporto avviene con dimissioni, se la scelta e collegata a situazioni oggettive e documentate che rendono impossibile proseguire l'attivita lavorativa.

Il punto centrale e la qualificazione della perdita del lavoro come disoccupazione involontaria. In via ordinaria la NASpI tutela chi perde l'occupazione senza volerlo; le dimissioni volontarie, di norma, non aprono il diritto alla prestazione. L'INPS chiarisce pero che, nelle ipotesi di violenza di genere, minacce, molestie o atti persecutori, la decisione di dimettersi puo essere trattata come dimissione per giusta causa quando esiste un collegamento effettivo tra i fatti subiti e la concreta impossibilita di continuare il rapporto.

La verifica delle fonti ufficiali e stata effettuata il 6 agosto 2026. Il messaggio INPS e la nota del Ministero non trasformano ogni dimissione collegata a una situazione personale difficile in accesso automatico alla NASpI: chiedono invece una valutazione del caso concreto, fondata su documenti e sulla relazione tra rischio, salute psicofisica, sicurezza quotidiana e lavoro.

Che cosa chiarisce l'INPS

Il riferimento giuridico richiamato e l'articolo 2119 del Codice civile, cioe la giusta causa che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto. Il messaggio INPS estende l'attenzione anche ai fatti commessi da soggetti terzi rispetto all'ambiente professionale, purche gli effetti incidano in modo diretto sulla possibilita di lavorare.

Un esempio indicato dalle fonti ufficiali riguarda molestie o minacce lungo il tragitto casa-lavoro, tali da rendere insicuro raggiungere la sede. In una situazione di questo tipo, le dimissioni non sono considerate una libera scelta di uscita dal mercato del lavoro, ma un atto di autodifesa. La conseguenza pratica e la possibilita di riconoscere il requisito della disoccupazione involontaria richiesto per la NASpI.

Il chiarimento e rilevante per lavoratrici e lavoratori che si trovano in percorsi di protezione, o che devono riorganizzare rapidamente vita, domicilio, tempi di cura e accesso al lavoro. Il sostegno economico non risolve da solo la condizione di rischio, ma puo dare continuita di reddito nella fase in cui la persona interrompe un rapporto non piu sostenibile e cerca una soluzione occupazionale compatibile con la sicurezza.

Quando le dimissioni possono essere riconosciute

Dalle fonti ufficiali emergono tre condizioni da tenere insieme. La prima e l'esistenza di comportamenti persecutori, violenti o minacciosi riconducibili alla violenza di genere. La seconda e la documentazione della situazione: non basta una dichiarazione generica, perche l'INPS dovra valutare elementi oggettivi. La terza e il nesso con il lavoro, cioe il fatto che quei comportamenti abbiano reso concretamente impossibile o pericolosa la prosecuzione del rapporto.

Questo nesso puo riguardare il luogo di lavoro, gli spostamenti necessari per raggiungerlo, l'equilibrio psicofisico della persona o la sicurezza quotidiana. La formulazione non crea una lista chiusa di casi, ma segnala che l'istruttoria deve guardare alla sostanza: se il rapporto prosegue solo esponendo la persona a un rischio non sostenibile, le dimissioni possono assumere la natura di giusta causa.

Resta importante non confondere questo chiarimento con una procedura automatica. La domanda NASpI segue i canali ordinari dell'INPS e richiede una valutazione amministrativa. Chi si trova in questa condizione dovrebbe quindi muoversi con supporto qualificato, evitando di presentare una pratica incompleta o scollegata dalla documentazione disponibile.

Effetti dopo il riconoscimento della NASpI

Il Ministero ricorda che chi beneficia della NASpI e inserito nel circuito delle politiche attive. Questo comporta l'iscrizione al Sistema di Inclusione Sociale e Lavorativa, la sottoscrizione del patto di servizio presso il Centro per l'impiego territorialmente competente e l'accesso agli strumenti di orientamento e formazione previsti, compreso il progetto EDO per le competenze digitali.

Per la persona interessata significa che l'indennita di disoccupazione non e solo una misura di reddito. Dopo la domanda e l'eventuale riconoscimento, diventa necessario mantenere il contatto con i servizi per il lavoro, partecipare alle attivita concordate e valutare percorsi formativi o offerte compatibili con il proprio profilo e con le esigenze di protezione.

Per le imprese, il messaggio impone attenzione nella gestione delle dimissioni legate a contesti di rischio. Il datore di lavoro non e chiamato a sostituirsi alle autorita competenti, ma deve trattare il caso con riservatezza, evitare pressioni improprie e conservare correttamente la documentazione del rapporto. Nei casi in cui emergano segnali di violenza o stalking, una gestione puramente formale puo aggravare la fragilita della persona e aumentare il rischio di contenzioso.

Cosa fare in pratica

Chi valuta le dimissioni per motivi collegati a violenza di genere dovrebbe prima raccogliere, ove possibile e senza esporsi a ulteriori rischi, la documentazione gia esistente: denunce, provvedimenti dell'autorita giudiziaria, certificazioni sanitarie, attestazioni dei servizi sociali o dei centri antiviolenza, comunicazioni aziendali rilevanti e ogni elemento utile a dimostrare il collegamento con il lavoro.

Il secondo passo e chiedere assistenza a un patronato, a un consulente del lavoro, a un centro antiviolenza o ai servizi sociali territoriali. L'obiettivo non e solo compilare la domanda, ma descrivere correttamente la giusta causa e allegare prove coerenti. Se il problema riguarda il tragitto casa-lavoro, la sede, i turni o la possibilita di essere rintracciati, questi aspetti vanno spiegati in modo ordinato.

Dopo la presentazione della domanda, e opportuno monitorare le comunicazioni INPS e prepararsi al percorso con il Centro per l'impiego. La persona che ottiene la NASpI dovra rispettare gli obblighi previsti per i beneficiari, ma potra anche usare formazione e orientamento per ricostruire un'occupazione piu sostenibile. Per questo il chiarimento del 2026 e significativo: riconosce che, in casi documentati, lasciare un lavoro puo essere l'unico modo per conservare sicurezza e possibilita reale di rientro nel mercato.

Fonti