Sicurezza sul lavoro

Infortuni sul lavoro, nel semestre denunce a 315 mila: cosa dicono i dati INAIL

I nuovi open data INAIL rilevati al 30 giugno indicano 315.452 denunce nel primo semestre 2026. La lettura utile per imprese e lavoratori passa da prevenzione, formazione e segnalazioni interne.

Pubblicato il 08/08/2026 · Aggiornato il 08/08/2026 · Redazione BancaLavoro
Operai con caschi di protezione durante un'attivita' di cantiere
Operai con caschi di protezione durante un'attivita' di cantiere

I dati mensili INAIL pubblicati il 3 agosto 2026 riportano 315.452 denunce di infortunio sul lavoro per eventi accaduti tra gennaio e giugno 2026 e protocollati entro il 30 giugno. Nello stesso periodo del 2025 le denunce erano 299.130. Il confronto segnala quindi un aumento delle comunicazioni registrate, ma va letto con cautela: le tabelle INAIL sono aggiornamenti amministrativi provvisori e l'attribuzione dei casi puo' risentire dei tempi di denuncia, istruttoria e classificazione.
+
+La fotografia resta comunque utile per aziende, consulenti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e persone occupate. Non serve solo a misurare quante denunce sono entrate nel sistema; aiuta soprattutto a capire dove rafforzare la prevenzione prima che l'andamento diventi un problema organizzativo, assicurativo e umano.
+
+Che cosa misura il nuovo aggiornamento
+
+Le tabelle nazionali INAIL con cadenza mensile riguardano gli infortuni accaduti nel mese o nel periodo considerato e denunciati entro la data di rilevazione. Per giugno 2026 il totale mensile e' pari a 47.438 denunce, contro 45.415 di giugno 2025. Nel cumulato gennaio-giugno si passa da 299.130 a 315.452 denunce.
+
+La parte piu' ampia riguarda gli eventi in occasione di lavoro: 264.890 denunce nel primo semestre 2026, rispetto a 252.839 nello stesso periodo del 2025. Gli infortuni in itinere, cioe' collegati al tragitto casa-lavoro o ad altri spostamenti tutelati, sono 50.562, in aumento rispetto a 46.291. Questa distinzione e' importante per non confondere rischi interni all'organizzazione produttiva e rischi collegati alla mobilita', che richiedono interventi diversi.
+
+Il dato non dice automaticamente che i luoghi di lavoro siano diventati meno sicuri in ogni settore. Puo' incorporare variazioni dell'occupazione, della composizione dei contratti, dei tempi di denuncia e della qualita' delle informazioni disponibili. Tuttavia l'aumento nel cumulato semestrale e' un segnale che le imprese non dovrebbero archiviare come semplice statistica.
+
+Morti sul lavoro: denunce in calo, ma il livello resta critico
+
+Nel primo semestre 2026 le denunce di infortunio con esito mortale sono 482, contro 502 nei primi sei mesi del 2025. Nel solo mese di giugno sono 73, rispetto a 79 un anno prima. La riduzione e' un dato da registrare, ma non riduce la necessita' di presidio: si tratta di denunce, non di casi definitivamente accertati, e il numero assoluto resta elevato.
+
+La ripartizione INAIL distingue 350 denunce mortali in occasione di lavoro e 132 in itinere nel periodo gennaio-giugno 2026. Nella gestione Industria e servizi il totale semestrale e' 407; in Agricoltura 57; per conto dello Stato 18. Questi numeri indicano che la prevenzione non puo' essere trattata come un adempimento uniforme: cantieri, manifattura, logistica, agricoltura, servizi e pubbliche amministrazioni hanno rischi e leve operative differenti.
+
+I settori da osservare con piu' attenzione
+
+Nella gestione Industria e servizi, limitando la lettura agli infortuni in occasione di lavoro, il totale del semestre 2026 e' 194.024 denunce. Tra le voci piu' rilevanti delle tabelle compaiono costruzioni, trasporto e magazzinaggio, sanita' e assistenza sociale, commercio, manifattura e servizi di alloggio e ristorazione. Le costruzioni passano da 17.740 a 18.210 denunce nel confronto gennaio-giugno; trasporto e magazzinaggio da 15.456 a 16.199; sanita' e assistenza sociale da 17.484 a 18.451.
+
+Questi dati non vanno usati per classifiche semplicistiche. Un settore puo' avere piu' denunce anche perche' impiega piu' persone o perche' presenta una maggiore propensione alla denuncia. Per una singola azienda, il modo corretto di usare l'aggiornamento e' confrontarlo con i propri indicatori interni: mancati infortuni, segnalazioni dei preposti, audit, formazione svolta, quasi incidenti, assenze, manutenzioni rinviate e turni piu' esposti.
+
+Il quadro delle politiche pubbliche
+
+Il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026 del Ministero del Lavoro colloca prevenzione, formazione, vigilanza e responsabilita' d'impresa tra le direttrici principali. Il decreto ministeriale del 12 febbraio 2026 prevede che il Piano decorra fino al 31 dicembre 2026 e richiama il coinvolgimento di Ministero, INAIL e Ispettorato nazionale del lavoro.
+
+Il Ministero collega inoltre il rafforzamento della sicurezza a campagne informative, iniziative rivolte ai giovani, controlli mirati e migliore interscambio delle banche dati di vigilanza. Per le imprese questo significa che la gestione del rischio non puo' limitarsi alla documentazione formale: DVR, formazione, procedure, manutenzione e controllo operativo devono essere coerenti con cio' che accade davvero nei reparti, nei cantieri e negli spostamenti.
+
+Cosa possono fare subito aziende e lavoratori
+
+Per le aziende, il primo passo pratico e' rileggere gli infortuni e i quasi incidenti del primo semestre 2026, separando gli eventi in occasione di lavoro da quelli in itinere. La seconda verifica riguarda le mansioni piu' esposte: lavori in quota, movimentazione manuale, uso di macchine, guida di mezzi, turni notturni, ambienti caldi, appalti e interferenze tra imprese. Dove emergono ricorrenze, serve aggiornare procedure e formazione, non solo archiviare il verbale.
+
+RSPP, preposti e RLS dovrebbero controllare se le segnalazioni dei lavoratori arrivano davvero a chi puo' intervenire. Un sistema che registra solo l'infortunio finale vede il problema troppo tardi. Al contrario, una buona pratica e' rendere semplice la segnalazione di anomalie, mancati infortuni e attrezzature non idonee, con tempi chiari di risposta.
+
+Per i lavoratori, la tutela passa anche da comportamenti quotidiani: usare i dispositivi di protezione previsti, chiedere chiarimenti quando una procedura non e' comprensibile, segnalare condizioni pericolose e non normalizzare scorciatoie operative. Nei tragitti, soprattutto per chi usa auto, moto o mezzi aziendali, contano pianificazione degli spostamenti, riposi adeguati e attenzione alle pressioni sui tempi.
+
+L'aggiornamento INAIL del 3 agosto non chiude il bilancio del 2026. Offre pero' un punto di controllo a meta' anno: 315.452 denunce complessive e 482 denunce mortali sono numeri che chiedono decisioni organizzative, non solo commenti. La prevenzione diventa efficace quando entra nella programmazione del lavoro, nei tempi concessi alle persone e nella manutenzione reale degli ambienti.

Fonti