Infortuni sul lavoro, 261 mila denunce nei primi cinque mesi 2026
I dati INAIL aggiornati al 31 maggio 2026 indicano 261.389 denunce di infortunio nei primi cinque mesi dell'anno. Il quadro aiuta aziende e lavoratori a rivedere prevenzione, formazione e controlli.
Le denunce di infortunio sul lavoro protocollate dall'INAIL e rilevate al 31 maggio 2026 sono 261.389 nei primi cinque mesi dell'anno. Nello stesso periodo del 2025 erano 247.681. La crescita non va letta come una classifica definitiva degli incidenti, perche' le tabelle mensili dell'Istituto hanno natura provvisoria e dipendono anche dai tempi amministrativi di denuncia e attribuzione dei casi. E' pero' un segnale utile per imprese, consulenti, rappresentanti dei lavoratori e candidati che stanno valutando ambienti di lavoro esposti a rischi operativi.
Il documento nazionale INAIL, pubblicato il 6 luglio 2026 e verificato per questo articolo il 22 luglio 2026, confronta maggio 2026 con maggio 2025 e il periodo gennaio-maggio dei due anni. Il totale mensile passa da 50.862 denunce a maggio 2025 a 51.533 a maggio 2026. La variazione piu' importante e' pero' nel cumulato: 13.708 denunce in piu' nei primi cinque mesi.
Il dato non autorizza conclusioni semplicistiche. Una parte delle differenze puo' dipendere dalla maggiore tempestivita' delle denunce, dal calendario, dalla composizione settoriale dell'occupazione e dalla successiva evoluzione dei casi. Proprio per questo il valore pratico delle tabelle e' un altro: aiutano a individuare dove rafforzare prevenzione, formazione, manutenzione, organizzazione dei turni e controllo dei rischi in itinere.
Cosa mostrano i numeri INAIL
Nel periodo gennaio-maggio 2026, le denunce avvenute in occasione di lavoro sono 220.395, contro 210.460 nello stesso periodo del 2025. Le denunce in itinere, cioe' collegate al tragitto casa-lavoro o lavoro-casa secondo le regole assicurative, sono 40.994, in aumento rispetto alle 37.221 dell'anno precedente.
La distinzione e' importante perche' suggerisce due piani di intervento diversi. Gli infortuni in occasione di lavoro rimandano alla valutazione dei rischi, all'uso dei dispositivi di protezione, alla formazione specifica, alla manutenzione di macchine e impianti, all'organizzazione dei compiti e alla qualita' della vigilanza interna. Gli eventi in itinere chiamano invece in causa anche mobilita', orari, stanchezza, turni spezzati, trasferte e sicurezza degli spostamenti.
Per gestione, il blocco Industria e servizi concentra 191.935 denunce nei primi cinque mesi del 2026, contro 181.856 dell'anno precedente. L'agricoltura registra 9.756 denunce, leggermente sotto le 9.910 del 2025. La gestione per conto dello Stato arriva a 59.698 denunce, rispetto a 55.915. Sono aggregati molto diversi tra loro, quindi il confronto va fatto con cautela: contano platee assicurate, attivita' svolte e modalita' di rilevazione.
I settori da osservare con piu' attenzione
Nella gestione Industria e servizi, le denunce in occasione di lavoro per settore indicano alcuni comparti numericamente rilevanti. Nei primi cinque mesi del 2026 le costruzioni registrano 14.631 denunce, in aumento rispetto alle 14.145 del 2025. Il commercio passa da 12.531 a 13.165. Trasporto e magazzinaggio salgono da 12.556 a 13.196. Sanita' e assistenza sociale passano da 14.227 a 15.127.
Anche il manifatturiero resta un'area da monitorare: il totale delle attivita' manifatturiere e' pari a 27.560 denunce nel periodo gennaio-maggio 2026, contro 27.023 nel 2025. All'interno del manifatturiero, la fabbricazione di prodotti in metallo arriva a 5.959 denunce, le industrie alimentari a 3.497, la fabbricazione di macchinari a 3.633.
Questi dati non significano automaticamente che un settore sia piu' pericoloso di un altro in senso statistico, perche' per misurare il rischio servirebbe rapportare gli eventi agli occupati, alle ore lavorate e alla composizione delle mansioni. Dicono pero' dove il volume assoluto degli episodi denunciati e' elevato e dove una politica aziendale di prevenzione puo' avere un impatto concreto.
Gli esiti mortali richiedono una lettura separata
Le denunce con esito mortale sono 370 nel periodo gennaio-maggio 2026, contro 386 nello stesso periodo del 2025. A maggio 2026 sono 59, rispetto alle 62 di maggio 2025. Il calo del cumulato non riduce la gravita' del fenomeno: ogni caso mortale richiede accertamenti specifici e non puo' essere interpretato soltanto come riga di una tabella.
Nel periodo gennaio-maggio 2026, le denunce mortali in occasione di lavoro sono 269; quelle in itinere sono 101. Per gestione, Industria e servizi registra 319 denunce mortali, l'agricoltura 36 e la gestione per conto dello Stato 15. La distribuzione territoriale mostra 95 casi nel Nord-Ovest, 85 nel Nord-Est, 69 nel Centro, 87 nel Sud e 34 nelle Isole.
Un altro elemento da non trascurare riguarda la cittadinanza di nascita indicata dalle tabelle. Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce mortali relative a persone nate in Italia sono 264, quelle relative a persone nate in Paesi dell'Unione europea diversi dall'Italia sono 26, quelle relative a persone nate fuori dall'Unione europea sono 80. Questo dato va letto con prudenza, ma ricorda che formazione comprensibile, procedure chiare e affiancamento sono decisivi nei luoghi di lavoro multilingue.
Indicazioni pratiche per aziende e lavoratori
Per le aziende, il primo passo non e' aspettare il bilancio annuale. I dati mensili INAIL sono utili come allarme gestionale: se un'impresa opera in costruzioni, logistica, sanita', assistenza, manifattura o commercio, dovrebbe verificare se il proprio documento di valutazione dei rischi e' aggiornato rispetto a mansioni reali, appalti, nuovi macchinari, picchi stagionali e personale neoassunto.
La seconda verifica riguarda la formazione. Non basta avere attestati formalmente validi: occorre chiedersi se le istruzioni siano comprensibili a chi entra in reparto, in cantiere o in magazzino. Procedure troppo generiche, cartelli poco chiari, consegne verbali non tracciate e affiancamenti frettolosi aumentano la distanza tra regola scritta e comportamento effettivo. Nei gruppi di lavoro con personale straniero o neoassunto, la lingua usata nella formazione e nelle istruzioni operative diventa parte della prevenzione.
La terza area e' l'organizzazione del lavoro. Turni lunghi, fretta nelle consegne, manutenzioni rimandate, spazi di passaggio occupati, dispositivi non disponibili o scomodi e catene di appalto poco presidiate sono fattori che possono trasformare un rischio noto in un incidente. Un controllo serio deve coinvolgere datore di lavoro, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, medico competente quando previsto, preposti e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Per chi cerca lavoro, i numeri INAIL aiutano a fare domande migliori durante colloqui e inserimento. In mansioni operative conviene chiedere quale formazione e' prevista prima di iniziare, chi consegna i dispositivi di protezione, chi affianca nei primi turni, come vengono segnalati quasi incidenti e anomalie, quali procedure esistono per movimentazione carichi, macchine, lavori in quota, guida o turni notturni. Una risposta vaga non prova da sola che l'ambiente sia insicuro, ma indica un punto da chiarire prima di accettare.
Perche' il dato mensile e' utile anche se provvisorio
Le tabelle INAIL precisano che le totalizzazioni mensili e di periodo dipendono dalla data di accadimento e dalla data di denuncia entro la rilevazione. Questo significa che i numeri possono cambiare con aggiornamenti successivi e che il confronto anno su anno richiede cautela. La prevenzione, pero', non puo' aspettare la stabilizzazione statistica completa.
Il messaggio operativo e' semplice: dove il lavoro cresce, cambia o accelera, la sicurezza deve essere ripianificata con la stessa rapidita'. Le 261.389 denunce dei primi cinque mesi 2026 non sono solo un indicatore assicurativo; sono un promemoria per controllare se procedure, formazione e organizzazione stanno seguendo davvero il lavoro quotidiano.