Fondo competenze, 50 milioni per formare disoccupati e lavoratori in Cig
Il Ministero del Lavoro definisce le modalità operative del Fondo competenze: percorsi formativi per percettori NASpI e lavoratori in Cig, con possibili bonus regionali.
Fondo competenze, cosa cambia per NASpI e cassa integrazione
Il Fondo per il potenziamento delle competenze e la riqualificazione professionale entra in una fase operativa più concreta per disoccupati e lavoratori coinvolti in riduzioni di orario. Il Ministero del Lavoro ha comunicato il 10 luglio 2026 le modalità di programmazione ed erogazione delle risorse previste dal decreto direttoriale n. 211/2026. La dotazione richiamata dal provvedimento è pari a 50 milioni di euro e riguarda interventi collegati al Programma GOL, cioè il percorso nazionale di politiche attive finanziato nell'ambito del PNRR.
La misura non è un bonus generalizzato e non va letta come un contributo automatico da richiedere con una domanda unica nazionale. Il decreto assegna alle Regioni il compito di programmare l'utilizzo delle risorse, nel quadro dei servizi per il lavoro e della formazione professionale. Per lavoratori e imprese, quindi, il passaggio decisivo sarà l'apertura dei canali territoriali: avvisi regionali, Centri per l'impiego, strutture accreditate e percorsi collegati alle crisi aziendali.
Chi può essere coinvolto
I destinatari indicati dal decreto sono due gruppi principali. Il primo comprende i beneficiari di trattamenti di integrazione salariale per i quali, nell'arco di dodici mesi, sia programmata una riduzione dell'orario di lavoro superiore al 30 per cento. Il secondo comprende i percettori della NASpI, l'indennità di disoccupazione per lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente l'impiego.
La platea, dunque, intercetta sia persone già fuori dal lavoro sia lavoratori ancora legati a un'azienda ma esposti a una fase di riorganizzazione, crisi o transizione produttiva. È una distinzione importante: nel primo caso la formazione serve soprattutto a riaprire il canale di ingresso verso un nuovo lavoro; nel secondo punta a evitare che una riduzione dell'attività si trasformi in una perdita stabile di occupabilità.
Il decreto richiama anche i beneficiari di Assegno di ricollocazione Cigs tra i soggetti da considerare nei percorsi destinati ai lavoratori in integrazione salariale. Questo conferma l'impostazione di politica attiva: non solo sostegno al reddito nella fase critica, ma accompagnamento con competenze spendibili, orientamento e collegamento con domanda di lavoro reale.
Quali percorsi possono essere finanziati
Gli interventi ammissibili sono diversi per durata e finalità. Per i lavoratori impiegati presso imprese che operano in settori strategici per nuove tecnologie e transizione digitale ed ecologica sono previsti percorsi di aggiornamento professionale fino a 60 ore. Per i lavoratori in cassa integrazione sono previsti percorsi di aggiornamento fino a 150 ore oppure percorsi di riqualificazione da 151 a 600 ore.
Il Fondo può finanziare anche laboratori formativi collegati a Job Day, attività formative mirate organizzate dai Centri per l'impiego su richiesta delle imprese del territorio e servizi di supporto alla ricollocazione tramite outplacement. La logica è far incontrare formazione e opportunita concrete: se un'impresa segnala fabbisogni specifici, il Centro per l'impiego può usare il percorso formativo come ponte tra candidati disponibili e profili richiesti.
Un ulteriore elemento riguarda l'individuazione, validazione e certificazione delle competenze. Il decreto consente di integrare i percorsi con attività che rendano riconoscibili le competenze acquisite, comprese quelle maturate in esperienze precedenti. Per chi cerca lavoro, una certificazione può avere valore pratico se rende più chiaro a imprese e selezionatori che cosa la persona sa effettivamente fare.
Indennita e bonus: cosa sapere
Il provvedimento prevede la possibilità, non l'automatismo, di riconoscere una indennità di partecipazione. Inoltre, per alcuni percorsi può essere programmato un bonus di 250 euro in caso di superamento dell'esame finale con esito positivo. Per i beneficiari genitori, il decreto indica una possibile maggiorazione legata ai figli con meno di dieci anni, fino a un massimo di 650 euro, secondo criteri stabiliti dalla Regione.
Questo punto va letto con prudenza: sarànno i programmi regionali a definire operativamente condizioni, documentazione, tempi e compatibilità con eventuali misure analoghe già presenti. Per evitare false aspettative, candidati e lavoratori dovrebbero verificare sempre l'avviso territoriale e non basarsi solo sul decreto nazionale.
Cosa devono fare candidati, lavoratori e aziende
Chi percepisce NASpI dovrebbe controllare il portale della propria Regione, il sito dell'agenzia regionale per il lavoro e le comunicazioni del Centro per l'impiego di riferimento. In molti casi l'accesso ai percorsi GOL passa dalla presa in carico, dal patto di servizio e da una profilazione dei bisogni formativi. Se il percorso è già iniziato, conviene chiedere se i nuovi interventi del Fondo competenze siano integrati nell'offerta regionale o in avvisi specifici.
I lavoratori in cassa integrazione dovrebbero invece confrontarsi con azienda, rappresentanze sindacali e servizi pubblici competenti, soprattutto se la riduzione di orario supera la soglia indicata dal decreto. La formazione più utile è quella collegata a cambiamenti concreti dell'organizzazione: nuove tecnologie, manutenzione, qualità, logistica, competenze digitali, sicurezza, gestione di impianti o servizi che l'impresa intende mantenere o riconvertire.
Le aziende possono avere un ruolo attivo quando segnalano fabbisogni ai Centri per l'impiego o quando sono coinvolte in accordi per la gestione di crisi. La misura può essere utile se viene usata per costruire percorsi brevi, misurabili e coerenti con posizioni effettivamente disponibili, evitando corsi generici che non cambiano le possibilità di ricollocazione.
Perche la misura conta ora
Il mercato del lavoro italiano mostra una domanda elevata in molti settori, ma anche difficolta persistenti di incontro tra competenze disponibili e profili richiesti. Il Fondo competenze interviene proprio in questo spazio: persone che rischiano di restare ai margini durante una transizione e imprese che cercano competenze aggiornate. Il punto da monitorare nei prossimi mesi sarà l'attuazione regionale, perché da quella dipenderanno tempi, qualità dei corsi e accessibilità effettiva.
Le fonti ufficiali sono state verificate il 19 luglio 2026. Il comunicato del Ministero del Lavoro e il decreto direttoriale n. 211/2026 chiariscono destinatari, tipologie di intervento, durata dei percorsi e modalità di programmazione. Per chi è interessato, il consiglio pratico e controllare periodicamente gli avvisi della propria Regione e conservare la documentazione relativa a NASpI, cassa integrazione, patto di servizio e percorsi già frequentati.