Formazione

Competenze 2035, Cedefop: più domanda di profili digitali e tecnici

Il nuovo forecast Cedefop guarda al 2035: crescono digitale, tecnici, sanità e lavori legati alla transizione verde. Cosa significa per chi si forma e per le imprese.

Pubblicato il 04/08/2026 · Aggiornato il 04/08/2026 · Redazione BancaLavoro
Aula di formazione tecnica con postazioni informatiche
Aula di formazione tecnica con postazioni informatiche

Il nuovo aggiornamento dello Skills Forecast di Cedefop, pubblicato il 21 luglio 2026, non è una classifica di mestieri alla moda. È uno strumento utile per leggere con più anticipo dove si stanno spostando domanda di lavoro, pensionamenti, qualifiche richieste e carenze di competenze. Per l'Italia il messaggio è netto: la crescita occupazionale non basta, se non viene accompagnata da percorsi di formazione coerenti con digitale, transizione verde, sanità, tecnici intermedi e ruoli professionali ad alta qualificazione.

Il dato va letto insieme al contesto più recente del mercato del lavoro. Eurostat ha segnalato che nel primo trimestre 2026 l'Italia è stata tra i Paesi con l'aumento trimestrale più alto del tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni, con un incremento di 0,5 punti percentuali. Ma lo stesso quadro europeo mostra che la domanda non si distribuisce in modo uniforme: alcune professioni restano difficili da coprire anche quando l'occupazione cresce.

Che cosa aggiorna il forecast Cedefop

Cedefop, agenzia dell'Unione europea specializzata in formazione professionale e competenze, ha aggiornato le previsioni al 2035 per Paesi, settori e gruppi professionali. La novità della release 2026 è duplice: maggiore attenzione alla domanda di sostituzione, cioè ai posti lasciati liberi da chi esce da una professione soprattutto per pensionamento, e distinzione più fine tra qualifiche medie di tipo professionale e percorsi generali.

Questa distinzione è importante perché molti fabbisogni non dipendono solo dalla creazione di nuovi posti. In numerosi settori le imprese dovranno sostituire lavoratori esperti, trasferire competenze tecniche e trovare persone capaci di aggiornarsi su strumenti digitali, automazione, manutenzione, energia, salute e assistenza. La previsione europea indica una crescita complessiva dell'occupazione nell'UE superiore al 4% tra 2023 e 2035, ma la composizione interna cambia più del totale.

Digitale, tecnici e professioni qualificate

Tra i numeri più rilevanti c'è la crescita annua prevista per professionisti e tecnici ICT: 2,5% nell'UE-27, con un intervallo che va dall'1,3% stimato per Italia e Germania fino al 7,8% della Romania. Non significa che in Italia il digitale sia marginale. Significa piuttosto che la domanda resta positiva, ma si inserisce in un mercato maturo, dove contano specializzazione, aggiornamento continuo e capacità di applicare le tecnologie nei processi aziendali.

Cedefop segnala inoltre che ricerca e sviluppo, servizi informatici, architettura e ingegneria figurano tra i comparti europei più dinamici. L'elettricità e le attività collegate alla transizione energetica mostrano tassi di crescita elevati in diversi Paesi. Per candidati e aziende italiane il punto pratico è che competenze STEM, competenze digitali applicate e profili tecnico-operativi non vanno trattati come canali separati: sempre più spesso si incontrano nella stessa mansione.

Il nodo italiano delle qualifiche

Nel profilo Italia del forecast Cedefop 2025, ancora utile come base paese, metà delle aperture di lavoro previste fino al 2035 richiederà qualifiche alte e quasi metà qualifiche medie. Solo una quota minima è associata a basse qualifiche. Lo stesso documento avverte però che la forza lavoro italiana continuerà ad avere una quota di persone con qualifiche basse più alta della media UE e che la disponibilità di profili ad alta qualificazione potrebbe restare inferiore alla domanda.

È qui che il tema diventa operativo. Per chi cerca lavoro, non basta aggiungere un corso generico al curriculum. Occorre capire se il percorso produce una competenza spendibile: programmazione e dati, gestione di impianti, manutenzione, qualità, sicurezza, progettazione, amministrazione digitale, assistenza sociosanitaria, lingue tecniche, uso professionale di strumenti AI e software di settore. Per le imprese, la risposta non può limitarsi alla ricerca di profili già pronti, perché la platea potrebbe non essere sufficiente.

Carenze e mobilità: il segnale EURES

Il quadro Cedefop è coerente con l'analisi EURES sulle carenze e sugli eccessi di manodopera in Europa. Il report richiamato dalla rete europea per l'impiego indica che Paesi come Italia e Paesi Bassi segnalano difficoltà su un ampio ventaglio di professioni, dagli specialisti sanitari ai saldatori. EURES sottolinea anche un paradosso: molte occupazioni carenti in un Paese risultano in eccesso in un altro, segno che informazione, riconoscimento delle qualifiche, lingua e qualità del lavoro restano barriere concrete alla mobilità.

Per l'Italia questo punto è rilevante in due direzioni. Da un lato, chi possiede competenze tecniche può trovare opportunità anche in filiere europee, purché documenti bene esperienze, certificazioni e risultati. Dall'altro, le aziende che non riescono ad assumere devono interrogarsi su salari, orari, percorsi di crescita, apprendistato, formazione interna e collaborazione con scuole, ITS Academy, università e centri per l'impiego.

Cosa fare ora: indicazioni pratiche

Per candidati e lavoratori in transizione, il primo passo è mappare le competenze già possedute in modo concreto: strumenti usati, macchinari, software, procedure, clienti serviti, lingue, certificazioni e risultati misurabili. Il secondo passo è scegliere un aggiornamento che colmi un divario riconoscibile dal mercato, non un percorso scelto solo perché disponibile. Un corso breve può bastare per aggiornare un profilo già vicino alla domanda; una riqualificazione più lunga serve quando si cambia area professionale.

Per giovani e famiglie, il forecast conferma il valore dei percorsi professionalizzanti quando sono collegati a laboratori, stage, apprendistato e imprese reali. Le qualifiche medie non sono una seconda scelta se portano a competenze tecniche solide. Al contrario, molte professioni richieste nella transizione verde e digitale hanno bisogno di profili intermedi capaci di lavorare tra progettazione, produzione, installazione, controllo e assistenza.

Per le imprese, il suggerimento è anticipare. Se una competenza sarà scarsa, aspettare il momento dell'assunzione rende il problema più costoso. Conviene costruire una matrice interna delle competenze, individuare i ruoli esposti a pensionamenti o turnover, programmare affiancamenti e usare contratti formativi quando coerenti. La formazione funziona meglio quando è legata a mansioni, tempi e responsabilità precise.

La conclusione è che il 2035 non è lontano quanto sembra. Le scelte su orientamento, formazione e organizzazione del lavoro si fanno oggi. Il forecast Cedefop non predice il destino dei singoli lavoratori, ma aiuta a evitare una lettura corta del mercato: occupazione in crescita e carenze di competenze possono convivere, e proprio questa convivenza deciderà molte opportunità dei prossimi anni.

Fonti