Mercato del lavoro

Cassa integrazione, nel secondo trimestre autorizzate 119,3 milioni di ore

I dati INPS di giugno 2026 indicano un calo delle ore autorizzate di CIG nel trimestre, ma la componente straordinaria resta sopra il livello di un anno prima. Cosa osservare per lavoratori e imprese.

Pubblicato il 30/07/2026 · Aggiornato il 30/07/2026 · Redazione BancaLavoro
Interno di un grande impianto industriale con strutture metalliche e gru
Interno di un grande impianto industriale con strutture metalliche e gru

Cassa integrazione, nel secondo trimestre autorizzate 119,3 milioni di ore

La cassa integrazione resta uno degli indicatori piu utili per leggere in anticipo le tensioni nei settori produttivi. Non dice da sola quanti posti siano a rischio, perche misura le ore autorizzate e non necessariamente quelle poi utilizzate, ma aiuta a capire dove le aziende stanno chiedendo margini per gestire cali temporanei, riorganizzazioni o crisi piu strutturate.

L'ultimo aggiornamento INPS, diffuso con comunicato stampa del 29 luglio 2026 e verificato il 30 luglio 2026, segnala che nell'intero secondo trimestre 2026 le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 119,3 milioni. Il dato e inferiore dell'11,1% rispetto allo stesso trimestre del 2025, quando le ore erano state 134,1 milioni, ed e in calo del 7,8% rispetto al primo trimestre 2026, pari a 129,4 milioni di ore.

Per candidati, lavoratori e aziende il punto non e soltanto la variazione complessiva. Dentro il totale convivono strumenti diversi: la CIG ordinaria, legata di norma a sospensioni o riduzioni temporanee dell'attivita; la CIG straordinaria, piu vicina a processi di riorganizzazione o crisi aziendale; la CIG in deroga, oggi residuale; e i fondi di solidarieta, usati nei settori non coperti dagli strumenti ordinari. Leggerli separatamente evita conclusioni affrettate.

Che cosa mostrano i dati INPS

Nel mese di giugno 2026 le ore di CIG ordinaria autorizzate sono state 21,4 milioni. Il confronto con giugno 2025, quando erano 26,9 milioni, mostra una riduzione del 20,5%. Sull'intero secondo trimestre 2026 l'ordinaria arriva a 56,4 milioni di ore, in calo sia rispetto al trimestre precedente, che era a 58,8 milioni, sia soprattutto rispetto al secondo trimestre 2025, quando il totale aveva raggiunto 73,2 milioni di ore.

La dinamica della CIG straordinaria e diversa. A giugno 2026 sono state autorizzate 27,4 milioni di ore; nell'intero secondo trimestre il totale e di 58,9 milioni. Il valore scende rispetto al primo trimestre 2026, pari a 66,5 milioni di ore, ma resta leggermente sopra il dato del secondo trimestre 2025, quando le ore autorizzate erano 56,1 milioni. Questo dettaglio e importante perche la componente straordinaria tende a raccontare trasformazioni aziendali piu profonde rispetto alla sola gestione di una flessione temporanea.

La CIG in deroga, invece, pesa poco nel quadro complessivo: nel secondo trimestre 2026 gli interventi autorizzati sono pari a circa 524 mila ore. Anche i fondi di solidarieta risultano in diminuzione: 1,3 milioni di ore autorizzate nel mese di giugno e 3,4 milioni nell'intero trimestre, contro 4,7 milioni nel secondo trimestre 2025 e 4,1 milioni nel trimestre precedente.

Il tiraggio cambia la lettura del dato

Un passaggio centrale del comunicato INPS riguarda il cosiddetto tiraggio, cioe il rapporto tra le ore effettivamente utilizzate dalle aziende e quelle autorizzate. Per l'intero 2025 il tiraggio della CIG si e attestato al 28,7%, in linea con il 28,3% registrato nel 2024. Nei primi quattro mesi del 2026 l'indicatore e pari al 20,2%, anche in questo caso vicino ai valori osservati nei primi quattro mesi del 2025, quando era al 21,1%, e del 2024, quando era al 20,4%.

Questo significa che le ore autorizzate non devono essere lette come ore automaticamente perse. Una richiesta accolta puo restare solo parzialmente utilizzata, oppure non tradursi in sospensioni effettive nella stessa misura. Per chi cerca lavoro, pero, l'informazione resta utile: se un comparto mostra piu domanda di CIG straordinaria, puo essere opportuno valutare con maggiore attenzione la solidita dell'impresa, la durata dei contratti offerti e le competenze spendibili in settori vicini.

Il collegamento con la NASpI

L'aggiornamento INPS include anche il dato sui beneficiari di NASpI. A febbraio 2026 risultano 1.185.188 beneficiari, in diminuzione del 2,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, quando erano 1.217.833. La NASpI misura una condizione diversa dalla cassa integrazione: riguarda chi ha perso involontariamente il lavoro e accede all'indennita di disoccupazione, non chi e ancora alle dipendenze di un'azienda con riduzione o sospensione dell'attivita.

Per questo i due indicatori non vanno sovrapposti. La riduzione dei beneficiari NASpI puo indicare minori ingressi o permanenze nella disoccupazione indennizzata, ma non esclude difficolta settoriali segnalate dalla CIG straordinaria. Allo stesso modo, una diminuzione delle ore autorizzate di cassa integrazione non basta da sola a dire che tutti i comparti siano in miglioramento: occorre guardare alla composizione per tipologia, alla distribuzione territoriale e ai dati successivi sui rapporti di lavoro.

Per lavoratori e candidati: come usare questi numeri

Chi lavora in un'azienda che avvia o proroga la cassa integrazione dovrebbe chiedere informazioni puntuali su causale, durata prevista, rotazione del personale coinvolto, integrazione salariale attesa e modalita di comunicazione delle ore. E utile conservare comunicazioni aziendali, cedolini e prospetti, per verificare coerenza tra giornate lavorate, ore sospese e importi riconosciuti.

Chi sta valutando un'offerta in un settore industriale o in un'impresa che ha fatto ricorso recente alla CIG dovrebbe evitare domande generiche e concentrarsi su elementi verificabili: andamento degli ordini, investimenti confermati, reparto di destinazione, durata del contratto, eventuale piano di riorganizzazione e possibilita di formazione interna. Una CIG ordinaria non e di per se un segnale negativo definitivo, ma richiede piu attenzione se si accompagna a blocco del turnover, contratti molto brevi o mansioni poco definite.

Anche la formazione va scelta con realismo. Se la difficolta riguarda una riorganizzazione produttiva, possono contare competenze tecniche trasferibili, manutenzione, qualita, logistica, sicurezza, lettura di dati di produzione e uso di strumenti digitali di reparto. Se invece il problema e una flessione temporanea, puo essere piu utile rafforzare competenze gia collegate alla propria mansione, in modo da rientrare con maggiore continuita quando l'attivita riparte.

Per le aziende: pianificazione e comunicazione

Per le imprese, il dato INPS conferma l'importanza di distinguere tra strumenti di gestione temporanea e percorsi di riorganizzazione. La richiesta di ore autorizzate dovrebbe essere accompagnata da una pianificazione trasparente: quali reparti sono coinvolti, quali competenze servono durante la fase di riduzione, quali attivita formative possono essere collocate nei periodi di minore carico e quali obiettivi misurabili segnano l'uscita dall'ammortizzatore.

La comunicazione interna e decisiva. L'incertezza prolungata riduce fiducia, produttivita e capacita di trattenere persone qualificate. Spiegare tempi, criteri e prospettive non elimina la difficolta, ma aiuta lavoratori e rappresentanze a leggere correttamente lo strumento. Per le funzioni HR, inoltre, incrociare i dati CIG con assenze, dimissioni, fabbisogni formativi e turnover puo prevenire perdite di competenze proprio mentre l'impresa prepara la ripartenza.

I prossimi dati da monitorare

Il calendario degli osservatori INPS indica che la serie sulle ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni viene aggiornata con riferimento a giugno 2026. Le prossime uscite saranno importanti per capire se il calo del secondo trimestre si consolidera o se la componente straordinaria continuera a segnalare processi di aggiustamento aziendale.

Per una lettura completa conviene affiancare questi dati alle comunicazioni obbligatorie sui rapporti di lavoro, agli aggiornamenti ISTAT su occupati e disoccupati e alle previsioni Excelsior sui fabbisogni professionali delle imprese. Solo il confronto tra fonti diverse consente di distinguere una normale gestione del ciclo produttivo da segnali piu persistenti di ristrutturazione o riduzione della domanda di lavoro.

Fonti