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Bonus giovani, donne e ZES: domande INPS entro il 30 settembre 2026

L’INPS ha fissato al 30 settembre 2026 il termine per chiedere gli incentivi del decreto Coesione su assunzioni e trasformazioni effettuate tra settembre 2024 e dicembre 2025.

Pubblicato il 26/08/2026 · Aggiornato il 26/08/2026 · Redazione BancaLavoro
Lavoratori riuniti attorno a un tavolo con computer portatili durante una riunione in ufficio
Lavoratori riuniti attorno a un tavolo con computer portatili durante una riunione in ufficio

Bonus giovani, donne e ZES: perché la scadenza riguarda le imprese

Il 30 settembre 2026 è la data da segnare per i datori di lavoro privati che devono chiedere il riconoscimento di alcuni incentivi contributivi collegati al decreto Coesione. La scadenza non apre una nuova finestra per assumere: riguarda le domande relative ad assunzioni o trasformazioni effettuate nel periodo agevolato previsto dalle singole misure. Dal 1° ottobre, secondo l’INPS, non sarà più possibile inviare nuove istanze per quelle operazioni.

L’avviso è utile anche per chi ha già effettuato un’assunzione e non ha ancora completato la parte amministrativa. La domanda serve infatti a permettere all’Istituto di verificare requisiti, disponibilità delle risorse e importo dell’esonero prima dell’esposizione del beneficio nei flussi contributivi.

Quali incentivi sono interessati

La comunicazione INPS del 23 luglio 2026 richiama gli articoli 22, 23 e 24 del decreto-legge 60/2024, il cosiddetto decreto Coesione. Il primo è il Bonus giovani: consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore per nuove assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato di giovani che rispettano le condizioni previste. Il limite ordinario indicato dall’INPS è di 500 euro mensili per lavoratore; per assunzioni effettuate nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno il massimale può arrivare a 650 euro mensili.

Il Bonus donne riguarda l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate. L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali, dura al massimo 24 mesi e può raggiungere 650 euro al mese per lavoratrice. La verifica non si esaurisce nel genere della persona assunta: l’impresa deve controllare la condizione di svantaggio e gli altri requisiti fissati dalla disciplina e dalle istruzioni INPS.

Il terzo incentivo è il Bonus ZES Unica Mezzogiorno, destinato ai datori di lavoro privati che assumono personale non dirigente con contratto a tempo indeterminato nelle regioni interessate. Anche in questo caso il tetto indicato dall’Istituto è di 650 euro mensili per lavoratore, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL.

La data del 30 settembre e il periodo delle assunzioni

La scadenza va letta insieme al periodo di riferimento: l’INPS specifica che le nuove domande entro il 30 settembre riguardano assunzioni e trasformazioni effettuate dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025, secondo le finestre e i requisiti della misura richiesta. Non basta quindi presentare una domanda entro la data per ottenere automaticamente l’esonero. L’operazione deve rientrare nel perimetro temporale e soggettivo previsto dalla norma, e il datore deve poter dimostrare la regolarità degli adempimenti.

È importante inoltre non confondere questa scadenza con altre agevolazioni attivate nel 2026. L’INPS ha pubblicato a luglio anche istruzioni per la stabilizzazione di giovani under 35 e per l’esonero destinato a madri con almeno tre figli: sono misure diverse, con periodi di assunzione, requisiti e procedure distinti. Il controllo del titolo esatto dell’incentivo evita di usare il modulo sbagliato o di applicare un massimale non pertinente.

Come preparare la domanda

La procedura passa dal Portale delle Agevolazioni, già noto come DiResCo. Prima dell’invio l’azienda o l’intermediario dovrebbe ricostruire, per ogni lavoratore, data e tipo di assunzione, eventuale trasformazione, sede di lavoro, requisito soggettivo e incentivo richiesto. Vanno poi verificati il contratto applicato, la posizione contributiva e l’eventuale presenza di altri esoneri non cumulabili.

Una buona pratica è predisporre un prospetto interno con quattro colonne: lavoratore, incentivo, periodo agevolato e documenti di controllo. In questo modo la domanda può essere confrontata con le comunicazioni obbligatorie e con i dati utilizzati per la denuncia contributiva. Se l’impresa si affida a un consulente, è prudente fissare una verifica intermedia prima della scadenza e conservare la ricevuta telematica.

Cosa cambia per lavoratori e candidati

Gli incentivi sono richiesti dal datore di lavoro e non costituiscono un bonus pagato direttamente alla persona assunta. Possono però incidere sulle decisioni di assunzione o trasformazione, soprattutto quando l’azienda sta valutando il passaggio da un contratto a termine a uno stabile. Il lavoratore può chiedere quale sia la tipologia contrattuale proposta e se l’impresa abbia verificato gli incentivi applicabili, senza considerare l’agevolazione come una garanzia dell’esito della selezione.

Per chi cerca lavoro nel Mezzogiorno o appartiene a una categoria interessata dal Bonus donne o dal Bonus giovani, il dato pratico è seguire le opportunità aziendali e non presentare una domanda individuale all’INPS. La misura riguarda il rapporto di lavoro e gli adempimenti del datore.

Verifica finale prima dell’invio

La pagina INPS è stata verificata il 26 agosto 2026. Prima di procedere, l’impresa dovrebbe controllare la circolare o il messaggio collegato all’incentivo, la data effettiva dell’assunzione, la compatibilità con altre agevolazioni e la disponibilità della procedura nel Portale delle Agevolazioni. In caso di dubbio sui requisiti, la strada più sicura è chiedere un controllo al consulente del lavoro: un invio tardivo o riferito alla misura sbagliata non può essere corretto dando per scontato il riconoscimento del beneficio.

Fonti e data di verifica

INPS, “Bonus giovani, donne e ZES: domande entro il 30 settembre”, pubblicato il 23 luglio 2026 e verificato il 26 agosto 2026. INPS, “Decontribuzione under 35 e madri con almeno tre figli: novità”, pubblicato il 30 luglio 2026 e verificato il 26 agosto 2026.

Fonti