Mercato del lavoro

Assunzioni settembre 2026: 565 mila ingressi, i profili più richiesti

Il Bollettino Excelsior di settembre prevede 565 mila entrate e 1,5 milioni nel trimestre. Ecco settori, professioni e indicazioni pratiche per candidati e imprese.

Pubblicato il 13/09/2026 · Aggiornato il 13/09/2026 · Redazione BancaLavoro
Colleghi riuniti al tavolo durante un incontro di lavoro
Colleghi riuniti al tavolo durante un incontro di lavoro

Il mercato del lavoro italiano entra nell’autunno con una domanda di personale ancora ampia, anche se leggermente inferiore a quella di un anno fa. Il Bollettino Excelsior pubblicato l’11 settembre 2026 da Unioncamere e Ministero del Lavoro stima 565 mila entrate programmate dalle imprese nel mese di settembre e 1,5 milioni nel periodo settembre-novembre. Il dato riguarda i programmi di assunzione rilevati presso le imprese, non i contratti già firmati: è quindi un indicatore delle opportunità attese e non una previsione certa degli ingressi effettivi.

Servizi in testa, industria e costruzioni seguono

La distribuzione settoriale concentra il 65,6% delle entrate nei servizi. Industria e costruzioni rappresentano il 26,5%, mentre il settore primario pesa per il 7,9%. Rispetto a settembre 2025 la domanda complessiva diminuisce dello 0,6%, ma la scala resta significativa: per chi cerca lavoro significa che le occasioni non sono limitate a un singolo comparto, mentre per le imprese il bacino di selezione continua a essere ampio ma competitivo.

Le regioni con il maggior numero di ingressi programmati sono Lombardia, con 114.480 entrate, Lazio, con 58.790, e Veneto, con 51.610. Il confronto annuo mostra però dinamiche differenti: gli aumenti più marcati sono indicati in Basilicata (+14,9%), Trentino-Alto Adige (+9,4%) e Puglia (+6,6%); le flessioni più ampie riguardano Abruzzo (-8,9%) e Liguria (-7,2%). I valori territoriali vanno letti come programmi delle imprese localizzate nella regione, non come graduatoria della qualità dell’occupazione o dei salari.

Le professioni che concentrano la domanda

Il gruppo più numeroso è quello di impiegati, professioni commerciali e servizi, con circa 177 mila entrate, pari al 31,4% del totale. Seguono operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, con 163 mila ingressi (28,8%), e dirigenti, specialisti e tecnici, con 120 mila (21,3%).

Nel dettaglio, la professione più richiesta è quella degli esercenti e addetti alle attività di ristorazione, con 66.790 entrate programmate. Seguono gli addetti alle vendite, con 41.300, e il personale non qualificato nei servizi di pulizia, con 34.820. La presenza di numeri elevati nei servizi non significa che siano tutte posizioni equivalenti: cambiano orari, esperienza richiesta, stagionalità, sede e tipo di contratto. Prima di candidarsi è quindi utile leggere la singola offerta e non fermarsi al nome della professione.

Il bollettino segnala anche gli incrementi più rilevanti rispetto a settembre 2025. Tra dirigenti, specialisti e tecnici crescono le richieste di tecnici di apparecchiature ottiche e audio-video, specialisti dell’educazione e della formazione e ingegneri. Tra gli operai aumentano soprattutto le ricerche di conduttori di veicoli a motore, conduttori di macchine per il movimento terra e addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per la lavorazione di metalli e prodotti minerali.

Il mismatch resta il principale ostacolo

Le imprese dichiarano difficoltà nel reperire il 44,1% dei lavoratori cercati. Il problema è attribuito soprattutto alla mancanza di candidati e, in misura minore, a una preparazione non adeguata. Le percentuali più alte riguardano specialisti nelle scienze della vita (73,3%), direttori e dirigenti generali di aziende (67,3%) e tecnici in campo ingegneristico (63,5%).

Il 65% delle entrate richiede un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore. Il 18,5% è rivolto a persone con titolo terziario, laurea o diploma ITS Academy. Sono dati utili per interpretare gli annunci: l’assenza di una laurea non esclude automaticamente la candidatura, ma esperienza, competenze tecniche e capacità di dimostrarle diventano decisive.

La quota destinata agli under 30 è del 27,6%, quella riferita a lavoratori stranieri del 23% e quella di personale femminile del 17,1%. Solo il 22% delle entrate prevede un contratto stabile, a tempo indeterminato o di apprendistato. Anche questo dato è una media del complesso delle entrate: la forma contrattuale effettiva dipende dall’azienda, dal settore e dal profilo.

Cosa fare se si cerca lavoro

Chi è in cerca di occupazione può usare il bollettino come una mappa per orientare la ricerca, non come sostituto degli annunci. Conviene selezionare due o tre famiglie professionali coerenti con la propria esperienza, aggiornare il curriculum con risultati concreti e indicare disponibilità territoriale, turni e patente o abilitazioni quando pertinenti. Per i profili tecnici è utile mettere in evidenza macchinari, software, certificazioni e periodi di esperienza, anche brevi.

Per i giovani, apprendistato e percorsi ITS Academy possono essere canali da verificare insieme alle offerte ordinarie. Chi non possiede l’esperienza richiesta può cercare tirocini, formazione mirata o posizioni junior, evitando di presentare competenze non possedute. La candidatura va adattata alle parole chiave dell’annuncio, ma senza copiare descrizioni o dichiarare requisiti non verificabili.

Indicazioni per le imprese

Le aziende possono ridurre il rischio di non trovare candidati descrivendo con precisione attività, sede, orari, retribuzione o elementi del trattamento applicato e percorso di inserimento. Se il profilo è difficile da reperire, ampliare i canali di ricerca, valutare competenze trasferibili e programmare formazione iniziale può essere più efficace di una lista eccessiva di requisiti. Il dato Excelsior suggerisce inoltre di lavorare in anticipo: una posizione pubblicata solo quando l’esigenza è urgente restringe il tempo per selezione e affiancamento.

Il quadro di settembre combina quindi molte opportunità con una selezione non semplice. Per candidati e datori di lavoro il punto non è inseguire il numero complessivo delle entrate, ma collegare professione, competenze, territorio e condizioni concrete della posizione. Dati verificati il 13 settembre 2026.

Fonti