Lavoro, 568 mila assunzioni previste a luglio: settori e profili più richiesti
Il Bollettino Excelsior indica 568 mila contratti programmati dalle imprese a luglio 2026. Turismo, commercio, industria e costruzioni concentrano gran parte delle opportunità.
Le imprese italiane prevedono di attivare 568.150 contratti di lavoro nel mese di luglio 2026 e quasi 1,48 milioni nel trimestre luglio-settembre. È il quadro delineato dal nuovo Bollettino del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Rispetto a luglio 2025, la domanda programmata registra una lieve flessione dell’1,1%, ma i numeri mostrano comunque un mercato ampio e distribuito tra servizi, industria, costruzioni e agricoltura.
Queste cifre rappresentano intenzioni di assunzione dichiarate dalle imprese, non posti già assegnati né una garanzia che ogni contratto venga effettivamente attivato. Sono però un’indicazione utile per capire dove si concentra la domanda, quali profili risultano difficili da trovare e come orientare una ricerca di lavoro nelle prossime settimane.
Servizi e turismo guidano la domanda
Il settore dei servizi concentra circa 392 mila entrate previste a luglio e 994 mila nell’intero trimestre. La filiera turistica, nel pieno della stagione estiva, ricerca circa 138 mila persone nel solo mese: rientrano in quest’area le attività di alloggio, ristorazione e servizi turistici. Il commercio programma 74 mila ingressi, mentre i servizi alle persone ne prevedono 64 mila.
Per chi cerca un impiego immediato, questi dati suggeriscono di non limitarsi alle denominazioni più generiche. Conviene verificare anche offerte per addetti alla ristorazione, accoglienza, vendita, assistenza al cliente, pulizie, servizi operativi e supporto alle persone. Esperienze brevi ma pertinenti, conoscenza delle lingue, disponibilità ai turni e capacità di relazione possono diventare elementi importanti nel curriculum, soprattutto nei ruoli a contatto con il pubblico.
Industria, costruzioni e agricoltura
Il comparto industriale programma più di 136 mila assunzioni a luglio e 365 mila tra luglio e settembre. Nel manifatturiero sono previste 89 mila entrate nel mese: 26 mila nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, 19 mila nelle industrie meccaniche ed elettroniche, 14 mila nella metallurgia e nei prodotti in metallo e 7 mila nel tessile, abbigliamento e calzature.
Le costruzioni aggiungono circa 48 mila contratti a luglio e 133 mila nel trimestre. Il settore primario prevede invece 40 mila ingressi nel mese, con una domanda significativa nelle coltivazioni ad albero e di campo. Il quadro è quindi favorevole anche a operai specializzati, manutentori, addetti alla produzione, tecnici, conduttori di impianti e lavoratori agricoli.
Dove si concentrano le opportunità
La distribuzione territoriale non segue un’unica direttrice. Il maggior numero di entrate previste si trova nel Sud e nelle Isole, con circa 199 mila contratti nel mese. Seguono il Nord-Ovest con 135 mila, il Nord-Est con 128 mila e il Centro con 106 mila. Tra le singole regioni, i valori più elevati riguardano Lombardia, con circa 95 mila ingressi programmati, Lazio con 53 mila e Campania con 51 mila.
Il dato territoriale va letto insieme alla stagionalità e alla composizione produttiva locale. Una ricerca efficace dovrebbe quindi combinare professione, città, provincia e regione, allargando gradualmente il raggio quando le opportunità vicine sono poche. Per i lavori compatibili con il pendolarismo può essere utile controllare anche le province confinanti; per turismo e agricoltura, invece, occorre valutare con attenzione durata del contratto, orari, eventuale alloggio e costi di trasferimento.
Giovani, contratti e partecipazione dei lavoratori stranieri
Circa 179.570 entrate, pari al 32% del totale, sono rivolte esplicitamente a giovani fino a 29 anni. I servizi finanziari e assicurativi, l’informatica e le telecomunicazioni figurano tra gli ambiti con una maggiore apertura verso i profili più giovani. Le entrate previste per lavoratrici e lavoratori immigrati sono circa 132 mila, il 23,2% del totale.
Sul piano contrattuale prevale il tempo determinato, che rappresenta il 64,9% delle entrate programmate. Il tempo indeterminato pesa per il 14,6%; la parte restante comprende apprendistato, somministrazione e altre forme contrattuali. Chi si candida dovrebbe leggere attentamente l’inquadramento proposto e chiedere sempre conferma di contratto applicato, durata, orario, retribuzione e sede prima di accettare.
Quasi un posto su due è difficile da coprire
Le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per il 42,6% delle posizioni, soprattutto per mancanza di candidati o preparazione non pienamente aderente alle competenze richieste. Il disallineamento raggiunge il 62,6% sia nella metallurgia e nei prodotti in metallo sia nelle costruzioni; arriva al 60% nel legno e mobile e al 56,2% nel tessile, abbigliamento e calzature.
Tra i gruppi professionali risultano particolarmente difficili da trovare gli operai specializzati e i profili tecnici. Il Bollettino segnala, tra gli altri, addetti alle rifiniture delle costruzioni, fabbri, meccanici, montatori, riparatori, manutentori e tecnici in campo ingegneristico. È un’informazione importante: possedere una qualifica tecnica, documentare bene l’esperienza pratica o completare un percorso formativo mirato può aumentare la possibilità di essere contattati.
Come usare questi dati per trovare lavoro
I numeri nazionali diventano utili soltanto se trasformati in azioni concrete. Un candidato può partire da quattro passaggi:
- scegliere due o tre professioni coerenti con esperienza e competenze, includendo denominazioni alternative usate negli annunci;
- aggiornare il curriculum mettendo in evidenza qualifiche, strumenti conosciuti, disponibilità e risultati verificabili;
- cercare sia per città sia per provincia o regione, applicando filtri su contratto, modalità e data;
- controllare sempre la fonte originale, la data di pubblicazione e le istruzioni di candidatura.
La difficoltà delle imprese nel reperire personale non significa che ogni candidatura riceverà una risposta. Indica però che in alcuni mestieri esiste uno spazio concreto per chi presenta competenze riconoscibili e una candidatura precisa. Consultare frequentemente le nuove offerte, adattare il curriculum al ruolo e investire nelle competenze tecniche più richieste può fare la differenza tra una ricerca generica e un percorso mirato.